di Viviana De Marco –
Il 7 giugno 2025 per il quarto anno consecutivo abbiamo vissuto insieme la Veglia di Pentecoste, un momento ecumenico di particolare intensità, in cui i cristiani delle diverse chiese si radunano per attendere insieme lo Spirito Santo e per pregare insieme per la pace. Così alle 21,00 i rappresentanti delle diverse Chiese presenti nella nostra regione e facenti parte del Consiglio delle Chiese cristiane delle Marche, entrano in Basilica e salgono insieme sul Presbiterio per celebrare insieme la Liturgia ecumenica della Parola. Sono il Pastore Luis Amado Giuliani, Presidente del Consiglio delle Chiese Cristiane delle Marche, Pastore della Chiesa Battista; il Pastore Michele Abiusi della Chiesa Avventista del Settimo Giorno; il Padre Oleg Bonari, Presbitero della Chiesa Ortodossa del Patriarcato di Romania; il Padre Dimitri Zhavko, Presbitero della Chiesa Ortodossa del Patriarcato di Costantinopoli e S. E. Mons. Dal Cin per la Chiesa Cattolica.
In questi quattro anni stiamo assistendo ad un cammino sinodale polifonico in cui non ci si sente più estranei ma fratelli, non più solo delegati del Consiglio delle Chiese Cristiane delle Marche, ma persone che nella diversità e nella appartenenza di ciascuno alla propria Chiesa, stanno maturando nella comunione e nell’amicizia. A Loreto non ci si sente più ospiti, ma “di casa”. Il rapporto costruito nel corso dell’anno, la cena fraterna in cui c’è la possibilità di stabilire rapporti di amicizia nella semplicità della condivisione, secondo la
tradizione evangelica del banchetto e la preghiera della veglia di Pentecoste sono ormai un’unica realtà, vissuta con commozione ed
intensità spirituale non solo dai delegati ma da tutto il popolo di Dio anche da chi ha potuto seguire soltanto attraverso i media. Infatti, la nota distintiva di quest’anno è stata la grande partecipazione del clero lauretano, degli Ordini religiosi e del popolo di Dio. Un evento
che è stato sostenuto dalla preghiera degli Ordini contemplativi di Loreto. Oltre all’animazione liturgica effettuata dal coro della Santa
Casa, è risultato prezioso e particolarmente apprezzato l’apporto del Quartetto Ortodosso Internazionale di Rimini e Pesaro: un quartetto di rara professionalità e spiritualità. Dunque, non un ecumenismo di élite, ma finalmente un evento ecumenico di popolo, che tutti i cristiani hanno potuto apprezzare e notare con gioia. A Loreto questa unità polifonica nella celebrazione di Pentecoste che si esprime a livello visibile nell’accensione del “pallone i fuoco” e nelle preghiere rivolte allo Spirito da parte dei delegati delle Chiese.
Bisogna dire che questa sensibilità ecumenica sta maturando grazie al Consiglio delle Chiese Cristiane delle Marche l’organo ufficiale nato proprio a Loreto nella Pentecoste del 2011 e preposto in specifico al dialogo ecumenico nella nostra Regione, e grazie all’intuizione del vescovo S.E. Mons. Dal Cin e di fra Alessandro Ferrari, Rettore della Basilica, di aprire alle altre Chiese la Veglia di Pentecoste, in modo che non ci si trovi solo tra cattolici ma tra cristiani delle diverse chiese e che non ci si fermi agli aspetti devozionali, ma al confronto condiviso della Parola di Dio e alla sfida della comunione reciproca da costruire sempre più. Oltre alla
veglia di Pentecoste ci sono momenti ecumenico di incontro durante l’Avvento, come cristiani che insieme camminano verso il mistero dell’Incarnazione del Verbo, per cui cresce il desiderio di condividere i diversi momenti dell’anno liturgico come auspicato e realizzato in alcune diocesi dall’Ufficio Regionale per l’Ecumenismo. Si può quindi dire che attraverso un rapporto costruito con costanza con le altre Chiese e con il Consiglio delle Chiese Cristiane delle Marche, oggi l’ecumenismo fa parte ormai della particolare fisonomia, identità e vocazione della città mariana. Credo che il significato più profondo di Maria Madre della Chiesa, la cui memoria liturgica come noto è il lunedì dopo Pentecoste, sia quello di riscoprirsi fratelli, “un solo corpo e un solo Spirito, come una sola è la speranza alla quale siete stati chiamati” (Ef4,4). Chiamati quindi ad essere ekklesìa, Chiesa che porta ancora le ferite delle divisioni, ma che con la grazia di Dio muove i suoi passi alla luce dello Spirito. Ciò può essere un profetico segno di speranza.
#Fotogallery (Foto di Ugo Bogotto)





